Fattori ambientali e la temperatura percepita

Qual’è l’elemento che contribuisce ad aumentare l’effetto caldo percepita dal corpo?

La temperatura dell’aria viene indicata come la temperatura percepita, che è diversa da quella della temperatura reale, tendenzialmente più alta

La percentuale dell’umidità ambientale è la variabile che incide sulla temperatura reale percepita dal nostro corpo e che determina il grado di sopportabilità del nostro fisico.

Maggiore è l’umidità presente nell’aria, più alta sarà la temperatura “percepita” dal nostro corpo, o meglio sarà maggiore il disagio termico del nostro corpo.

È questo il motivo che la temperatura reale viene raffrontata alla temperatura percepita.

Come viene calcolata la temperatura percepita?

La temperatura percepita è maggiore di quella reale e questo si evidenzia maggiormente nel periodo estivo..

L’umidità impedisce al nostro corpo di rinfrescarsi e uno dei disagi più grandi del caldo eccessivo, è la sudorazione che è il “condizionatore” del nostro corpo. 

Quando il corpo diventa troppo caldo, inizia infatti a sudare per regolare la propria temperatura e rinfrescarsi. 

Questo meccanismo perchè funzioni deve agire sull’evaporazione del sudore della nostra pelle. 

L’evaporazione è, pertanto, un processo di raffreddamento e quando non riesce ad evaporare, il corpo non riesce a regolare la propria temperatura. 

La velocità di evaporazione del sudore quindi diminuisce, aumentando la sensazione di calore percepita dal corpo. 

In questo caso è come se il corpo, trattenendo il sudore, mantenesse il calore sulla nostra pelle.

Al contrario, quando l’aria è particolarmente “secca”, il sudore riesce a evaporare più velocemente, portando si ottiene una sensazione di freschezza rendendo più sopportabili le temperature elevate.

Per questo motivo, il caldo secco è più sopportabile rispetto al caldo umido, che impedisce al nostro corpo di mettere in funzione il suo meccanismo “refrigerante”.

Da qualche anno le previsioni meteorologiche riportano anche la temperatura percepita.

Mentre la temperatura reale è un dato fisico reale e ci indica la temperatura dell’aria, il nostro benessere termico può variare a seconda delle nostre condizioni fisiche e dalle condizioni esterne.

Considerando questi due fattori si determina la “temperatura percepita”.

Le variabili che influenzano la temperatura percepita sono diverse ed includono il tipo di attività fisica che stiamo compiendo, dal tipo di vestiti che indossiamo, oltre alle condizioni fisiche in cui ci troviamo. 

Non è, pertanto, facile stabilire quale sia il grado di malessere percepito da ognuno di noi ed è quindi difficile parlare di temperatura percepita in assoluto.

È comunque possibile stabilire quanto una specifica temperatura associata a una precisa umidità, possa determinare un disagio fisico a prescindere dalle altre componenti. 

Se vi sono 35°C ambientali, associati ad un’elevata percentuale di umidità vengono percepiti 41°C, anche se la nostra pelle non percepisce quest’ultima temperatura ma registra un disagio termico paragonabile a quello che ognuno di noi, nelle varie condizioni fisiche, percepisce quando si registrano 41°C in condizioni ambientali standard a parità di condizioni.

Il nostro corpo non è in grado di stabilire la temperatura esterna, ma avverte benessere o disagio


Come viene determinata la temperatura percepita?

Non è semplice stabilire una misura assoluta, in quanto non esiste una temperatura percepita in senso assoluto. 

Esistono, comunque, diversi indici che classificano il grado di disagio fisico.

Il NWS (National Weather Service) statunitense definisce il Heat Index (HI), cioè un indice di calore che a cui corrisponde un grado di disagio provocato dalla temperatura reale e dall’umidità associate tra loro. 

Si tratta di una relazione diretta tra temperatura reale dell’aria e umidità relativa che ci indica in quali condizioni di umidità percepiamo più o meno calore.

La tabella seguente evidenzia in termini di valori la temperatura corporea percepita in funzione dell’innalzamento dei valori di temperatura reale e umidità relativa.

Fonte: NOAA National Weather Service

HI (heat index) = -42.379 + 2.04901523*T + 10.14333127*RH – 0.22475541*T*RH – 0.00683783*T2 – 0.05481717*RH2 + 0.00122874*T2*RH + 0.00085282*T*RH2 – 0.00000199*T2*RH2 dove T è la temperatura dell’aria in °F e RH è l’umidità relativa in %.

Va poi considerato che oltre all’umidità e ai fattori personali, a influire sulla percezione del clima esterno sono anche la velocità del vento (windchill) e la presenza o meno dell’irraggiamento solare.

Il NWS specifica anche che i valori sopra riportati sono riferiti a luoghi ombreggiati. Se invece si è esposti alla luce solare diretta, il valore dell’indice può aumentare ulteriormente e portare a varie conseguenze, riportate nella seguente tabella a seconda della “fascia di calore” in cui ci si trova.

Fonte: NWS National Weather Service

L’HI non è comunque l’unico indice utilizzato per misurare il discomfort termico, proprio perché non essendo una grandezza fisica assoluta, può essere calcolata in differenti modi.

L’Indice di Thom misura il grado di disagio percepito dall’organismo umano in situazioni ambientali caratterizzate da alta temperatura dell’aria combinata ad un elevato grado di umidità relativa. Assieme all’indice di calore Humidex, l’indice di Thom è uno degli strumenti più utilizzati in ambito biometeorologico per misurare il livello di disagio percepito dal corpo umano e l’eventuale pericolo per la salute in presenza di alti valori di umidità relativa e di temperatura.

Indice di THOM del grado di disagio

Thom ▶ ≤ 21°CStato di benessere generalizzato, nessun disagio.

Thom ▶ 21 ÷ 24°CMeno di metà della popolazione prova disagio.

Thom ▶ 25 ÷27°CPiù di metà della popolazione prova disagio.

Thom ▶ 28 ÷ 29°CLa maggioranza della popolazione prova disagio e un deterioramento dello stato psico-fisico.

Thom ▶ 30 ÷ 32°CTutta la popolazione prova un forte disagio.

Thom ▶ ≥ 32°CStato di emergenza sanitaria per il disagio molto forte con elevato rischio di colpi di calore.

L’indice di calore HUMIDEX mostra la temperatura apparente percepita dal corpo umano in situazioni ambientali caratterizzate da alta temperatura dell’aria combinata ad un elevato grado di umidità relativa. L’indice Humidex proposto in questa pagina insieme all’indice di Thom sono tra gli strumenti più utilizzati nella biometeorologia per misurare la sensazione di afa, il grado di disagio e l’eventuale pericolo per la popolazione in funzione di valori elevati di temperatura ed umidità relativa.

Humidex ▶ ≤ 29°C Nessun disagio

Humidex ▶ 30 ÷ 34°CSi manifesta la sensazione di disagio

Humidex ▶ 35 ÷39°CIntensa sensazione di disagio. Prudenza, limitare le attività fisiche più gravose

Humidex ▶ 40 ÷ 45°CSensazione di malessere. Pericolo, evitare gli sforzi fisici

Humidex ▶ 46 ÷ 53°CGrave pericolo, si raccomanda di interrompere qualsiasi attività fisica

Humidex ▶ ≥ 54°CPericolo di morte, colpo di calore imminente

Classificazione climatica di Verona

La classificazione climatica del territorio comunale di Verona per la regolamentazione degli impianti termici. Zona Climatica. Gradi Giorno.

Classificazione climatica

La classificazione climatica dei comuni italiani è stata introdotta per regolamentare il funzionamento ed il periodo di esercizio degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia.

In basso è riportata la zona climatica per il territorio di Verona, assegnata con Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto 1993 e successivi aggiornamenti fino al 31 ottobre 2009.

Zona climatica

Periodo di accensione degli impianti termici: dal 15 ottobre al 15 aprile (14 ore giornaliere), salvo ampliamenti disposti dal Sindaco.

Il grado-giorno (GG) di una località è l’unità di misura che stima il fabbisogno energetico necessario per mantenere un clima confortevole nelle abitazioni.

Rappresenta la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, degli incrementi medi giornalieri di temperatura necessari per raggiungere la soglia di 20 °C.

Più alto è il valore del GG e maggiore è la necessità di tenere acceso l’impianto termico.

Il territorio italiano è suddiviso in sei zone climatiche che variano in funzione dei gradi-giorno indipendentemente dall’ubicazione geografica.

Il periodo di accensione degli impianti è ridotto di un’ora al giorno e il periodo di funzionamento è accorciato di 15 giorni, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 la data di fine esercizio.

In presenza di situazioni climatiche particolarmente severe, le autorità comunali, con proprio provvedimento motivato, possono autorizzare l’accensione degli impianti termici alimentati a gas anche al di fuori dei periodi indicati al decreto, purché per una durata giornaliera ridotta.


Zona climatica

Comuni

congradi-giorno

Periodo

Ore al giorno
AGG ≤ 6001° dic – 15 mar6 ore
B600 < GG ≤ 9001° dic – 31 mar8 ore
C900 < GG ≤ 1.40015 nov – 31 mar10 ore
D1.400 < GG ≤ 2.1001° nov – 15 apr12 ore
E2.100 < GG ≤ 3.00015 ott – 15 apr14 ore
FGG > 3.000tutto l’annonessun limite

s.z.22.11.24

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