Approvata la nuova direttiva europea EPDB (Energy Performance of Building Directive)
In Unione Europea gli edifici sono responsabili del 40% circa del consumo energetico totale e del 36% delle emissioni dirette/indirette di gas-serra legate al consumo energetico.
Con questi presupposti bisogna intervenire nel ridurre le emissioni, per combattere il cambiamento climatico in essere. Pertanto bisognerà raddoppiare il tasso annuo di ristrutturazione energetica degli edifici, per ottenere un primo effetto significativo entro il 2030.
Gli obiettivi della nuova Direttiva EPBD
Proprio in quest’ottica vige l’obbligo della certificazione energetica. Siamo infatti sottoposti parimenti ad obblighi e vincoli di natura progettuale (sia che si tratti di nuove costruzioni, sia che si vada ad intervenire su edifici esistenti).
ENEA e gli obiettivi della EPBD
La Direttiva UE nel progetto EPBD (Energy Performance of Building Directive) ha come obiettivo quello di censire e monitorare gli edifici nell’ Unione Europea. A seguire sarà dato un punteggio di valutazione in relazione alla sua prestazione energetica. Uno degli obiettivi è quello di diminuire i il fabbisogno ed i consumi di energia per ogni immobile.
La nuova Direttiva EPBD: riqualificare il parco immobiliare dell’UE
La Direttiva EPBD è in continua evoluzione e si propone e mira ad eliminare, con gradualità, quegli che evidenziano delle caratteristiche energetiche adeguate.
Questa “eliminazione” potrà essere attuata in due modalità:
- demolendo gli edifici privi di vincoli e valore artistici/storici, tecnologicamente obsoleti, nel caso la riqualificazione non fosse attuabile per la natura dell’immobile stesso e per la sua struttura costruttiva non adeguata;
- riqualificando gli edifici con elevato consumo di energia, per tale motivo saranno definite dei livelli di soglie prestazionali per ridurre i fabbisogni e di diminuire o ad annulare le emissioni.
L’europa e i suoi obiettivi
Il testo ufficiale della Direttiva è stato approvato dal Parlamento Europeo il 12/03/2024, tuttavia già lo scorso 7 Dicembre 2023 era stato raggiunto un accordo politico provvisorio di revisione.
Il 15 Gennaio 2024, anche la Commissione Industria, Ricerca, Telecomunicazioni ed Energia UE aveva dato la sua convalida al testo finale della Nuova Direttiva EPBD.
Il testo finale è stato rivisto e reso meno stringente nell’ambito degli immobili di ogni singolo Stato europeo. Pertanto si è ottenuto un testo più resiliente rispetto a quello originale.
Schema dei punti principali del testo finale.

Le disposizioni della Direttiva sono state articolate in modo tale che entro il 2030 si potrà edificare solo edifici ad emissioni zero per ottenere una neutralità climatica entro il 2050.
Per gli edifici pubblici di nuova costruzione, si è fissato che dovranno essere ad emissioni zero a decorrere dal 2028.
Gli Stati membri dovranno assumere l’impegno dell’installazione graduale di impianti solari per gli edifici pubblici e non residenziali, rapportati alle loro dimensioni. Tale indicazione dovrà essere recepita, entro il 2030, per gli edifici residenziali di nuova costruzione.
Vi è una proroga per gli edifici esistenti che dovranno uniformarsi agli obiettivi di emissioni zeros entro il 2050. Tale indicazione è inserita nel programma Fit for 55 richiesto dall’UE.
Entro il 2030, le ristrutturazioni saranno applicate al 15% degli edifici non residenziali, il secondo step entro il 2033 con il 26% degli edifici di categoria energetica più bassa. In merito alle definizioni della Direttiva, il 43% degli edifici meno efficienti dovrà essere rivalutato dal punto di vista energetico. Nel nostro paese ci sono circa 12 mln di immobili residenziali e 5 mln circa di questi edifici evidenziano prestazioni non adeguate.

prestazioni energetiche per gli immobili esistenti
La comunità europea in merito alle ristrutturazioni e quindi agli immobili esistenti ha introdotto le soglie minime prestazionali, calcolate sulla quantità di Ep,MAX (energia primaria massima) per mq/anno i cui valori saranno inerenti all’utilizzo che ogni singolo edificio potrà disporre.
Vi saranno quindi due categorie di immobili, residenziali e non residenziali.
1) Immobili non residenziali
Ogni Paese membro dovrà definire le soglie massime di prestazione energetica in funzione del consumo di Ep per ottenere gli indici di seguito evidenziati. Le soglie sono state stabilite in funzione del consumo energetico del dell’intero parco immobiliare nazionale presente al 1° Gennaio 2020 per le diverse categorie immobiliari.
Tutti gli edifici non residenziali dovranno adeguarsi raggiungendo le seguenti percentuali che saranno sempre rapportate al parco immobiliare con le peggiori prestazioni energetiche:
- 16% entro il 2030
- 26% entro il 2033

2) Immobili residenziali
Gli immobili definiti standard con prestazione energetica minima sono fissati dai Paesi membri sulla base di un programma nazionale. Tale programma prevede la graduale ristrutturazione del proprio parco immobiliare per ottenere emissioni zero entro il 2050.
L’accordo raggiunto nel dicembre 2023 evidenziava gli obiettivi di transizione per gli immobili residenziali:
- riduzione del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030
- riduzione del consumo medio di energia primaria del 20-22% entro il 2035.

Le varianti inserite nella nuova Direttiva EPBD
I principali punti introdotti nel nuovo testo deliberato dal Parlamento il 14/03/2023 e alle sue successive modifiche:
- da Gennaio 2028, gli immobili pubblici di nuova costruzione dovranno essere ZEmB (zero emission buildings) e per tutti gli altri edifici, tali caratteristiche slittano al 2030;
- entro il 2028 sugli immobili di nuova costruzione dovranno essere installati impianti fotovoltaici, mentre per quelli ristrutturati il termine è stato rinviato al 2032;
- da Gennaio 2025 usciranno dagli incentivabili gli acquisti ed installazione di generatori a combustibili fossili. Per le nuove costruzioni e le grandi ristrutturazioni non potranno essere accettati sistemi ibridi e ad idrogeno.
Saranno comunque permessi incentivi finanziari per impianti di riscaldamento che utilizzano energie rinnovabili come quelli ibridi che includono caldaie con impianti solari termici o pompe di calore.
Esclusioni della nuova Direttiva EPBD
Si escludono dagli obblighi evidenziati nella nuova Direttiva EPBD i seguenti tipi di immobili:
- edifici vincolati e protetti;
- immobili storici;
- edifici temporanei;
- chiese;
- abitazioni indipendenti con superficie < 50 mq;
- case vacanza, ovvero le seconde case occupate per meno di 4 mesi/anno;
- è prevista la possibilità di esentare l’edilizia sociale pubblica, nel caso i lavori di riqualificazione farebbero aumentare le locazioni in modo sproporzionato, rispetto al risparmio conseguibili nelle bollette energetiche.
Cosa cambierà negli APE La nuova Direttiva EPBD
La novità più significativa per gli APE – attestati di prestazione energetica – sarà l’introduzione della nuova classe “A0”, corrispondente agli ZEmB, che si aggiungerà alle classi di prestazione energetica già in essere.
Si prevede anche di assegnare un “+” alle classi A per quegli immobili che avranno un ulteriore contributo alla rete energetica, prodotto localmente attraverso le fonti energetiche rinnovabili.
I nuovi elementi:
- Indicatore di consumo di energia primaria e finale
- Potenziale di riscaldamento globale (GWP)
- Valori di riferimento dei requisiti minimi di prestazione energetica
- Norme minime di prestazione energetica
Le classi di prestazione energetica sono state riviste, con la classe A assegnata agli edifici a emissioni zero.
Gli attestati per edifici dalle prestazioni inferiori alla classe D saranno validi solo 5 anni, incentivando l’efficientamento energetico e la riduzione dei consumi.
E’ obbligatorio per tutti gli immobili pubblici esporre la targa energetica e dovranno disporre dell’ APE indipendentemente dal loro stato di fatto.
Il passaporto di ristrutturazione e La nuova EPBD
Con la nuova EPBD si introdurrà anche il “passaporto di ristrutturazione“, documento in formato digitale, necessario per i Proprietari al fine di pianificare interventi che azzerino, con gradualità, le emissioni dell’immobile.
La Commissione Europea invita gli Stati membri a valutare la ristrutturazione nelle norme in materia di finanziamento pubblico e privato. A decorrere dal 2027 non potranno più essere erogati finanziamenti per installare generatori alimentati a combustibili fossili. Gli Stati membri avranno comunque la facoltà di vietare l’uso di combustibili fossili negli edifici.
Domotica e ricarica EV nella nuova Direttiva EPBD
La nuova EPBD consiglia in modo significativo l’utilizzo della domotica e di tutte le tecnologie intelligenti/adattive. Tali tecnologie conferiscono agli immobili un corretto funzionamento unitamente ad un’elevata efficienza nelle varie condizione climatiche. Inoltre consiglia la realizzazione di nuove banche dati digitali per la gestione degli stessi edifici e tecnologie applicate.
Per la mobilità sostenibile, esorta allo sviluppo di nuove infrastrutture diffuse per la ricarica dei veicoli elettrici (EV) negli edifici residenziali e commerciali. Prevede, inoltre, anche l’incremento degli spazi dedicati al parcheggio dei mezzi a due ruote, con prevalenza alle biciclette.
Il NO alle caldaie tradizionali ed edifici solar-ready
Tra gli ultimi obiettivi della EPBD vi è la transizione verso sistemi di riscaldamento maggiormente sostenibili, eliminando completamente le caldaie a combustibili fossili entro il 2040.
Incentivi finanziari potranno essere ancora disponibili per gli impianti di riscaldamento ibridi che associano tecnologie innovative come l’energia solare termica o le pompe di calore.
I Paesi membri avranno l’impegno di installare impianti solari seguendo le seguenti scadenze:
- entro il 31 Dicembre 2026, su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con una superficie utile superiore a 250 mq
- entro il 31 Dicembre 2027, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 2000 mq
- entro il 31 Dicembre 2028, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 750 mq
- entro il 31 Dicembre 2030, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 250 mq
- entro il 2027, su tutti gli edifici non residenziali esistenti con una superficie utile superiore a 500 mq in cui l’edificio subisce un intervento che richiede un permesso amministrativo rilevante
- entro il 31 Dicembre 2029, su tutti i nuovi edifici residenziali e su tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti fisicamente agli edifici
Tutti i nuovi edifici dovranno essere idonei a ospitare impianti FV o ST in falda. L’installazione di impianti per la produzione di energia solare diventerà la norma per tuti i nuovi edifici.
Nessuna sanzione prevista
L’approvazione della nuova Direttiva EPBD nella sessione Plenaria in Europarlamento, non prevede al momento sanzioni in caso di mancato adeguamento e nessun divieto alla compravendita o locazione di immobili anche in caso di mancato intervento di riqualificazione energetica.
Ciascuno degli Stati membri appronterà un piano nazionale di ristrutturazione degli edifici che sarà integrato nel proprio PNIEC (Piano Nazionale per l’Energia ed il Clima).
Dovrà, inoltre, includere le tabelle con i termini di scadenza, entro il 2040, per la graduale eliminazione dei combustibili fossili nella climatizzazione degli edifici.
È richiesto agli Stati membri di presentare un percorso di trasformazione del patrimonio edilizio nazionale in nZEB entro il 2050.
Il documento integrale approvato dalla Commissione Itre Industria, Ricerca, Telecomunicazioni ed Energia Ue
sz.06.10.2024