Una delle richieste ricorrenti, da parte dei Comittenti è quella di conoscere i benefici che i vari tipi di isolanti apportano su un tetto di un immobile.
I termotecnici sviluppano calcoli attraverso software in cui vengono indicati valori e definizioni tecniche che per la maggior parte delle persone sono incomprensibili.
Sono relazioni tecniche che vengono approntate per presentarle agli Uffici tecnici dei Comuni quando vi sono pratiche di restauro e risanamento conservativo per attività di manutenzione straordinaria e che richiedono l’avvallo scritto da parte del Comune.
Confimpresaitalia Verona e Vicenza con questa sua relazione tecnica ha voluto dare un contributo evidenziando dei dati più conprensibili effettuando delle prove di rilevamento temperature su un tetto di un immobile storico che è stato completamente ristrutturato.
I test di rilevamento temperature sono stati eseguiti sulla nuova copertura realizzata di 300 mq.
L’interveno in questo caso è stato radicale in quanto il tetto è stato completamente scoperchiato per la sostituzione di alcune travi portanti ammalorate.
Tutta la copertura è stata realizzata per ottenere un tetto ventilato con una camera di ventilazione di 600 cm2/m.
Il tetto monitorato era del tipo a due falde orientate a nord e a sud.
Sono state utlizzate due differenti tipologie di lavorazioni su richiesta specifica del Proprietraio dell’immobile storico.
Il fine è stato quello di adottare due differenti metodi per verificare i costi dei materiali, i diversi tempi di esecuzione, oltre al grado di isolamento termico che si sarebbe ottenuto nel sotto falda.
Per realizzare un tetto adeguato evitando che nel tempo si possano formare muschi, licheni sui coppi è stata scelta la soluzione del tetto ventilato evitando, inoltre, di utilizzare schiume per il loro fissaggio.
L’utilizzo della schiuma non è un procedimento normato e non garantisce il bloccaggio del coppo in modo adeguato sia come scivolamento ma anche come sollevamento parziale in presenza di forti venti.
L’utilizzo della schiuma non potrà mai essere un metodo di bloccaggio dei coppi adeguato e duraturo nel tempo in quanto la sua posa avviene con un processo manuale in cui le quantità utilizzate su ogni coppo non sono quantificabili e così anche i punti di applicazione che non sono controllabile.
Da non sottovalutare anche la pulizia del coppo stesso su cui si applica, che non è verificabile dagli operatori, oltre alla temperatura ambientale in cui si applica che può renderla più o meno reattiva in funzione anche della percentuale di umidità relativa.
Non per ultimo da tenere in considerazione che come qualsiasi prodotto chimico ha una durata limitata nel tempo in quanto le sue caratteristiche chimico-fisiche tendono gradualmente a diminuire a causa delle continue sollecitazioni degli eventi climatichi a cui è sottoposta: vento, sole, acqua, gelo e umidità.
Poi vi sono le varie tipologie/produttori di schiume che andrebbero selezionate con accuratezza per valutare quelle più idonee.
Se prendiamo in considerazione tutte queste tematiche applicative, ambientali e di carratteristiche qualitative le schiume pongono tali limiti che non andrebbero più utilizzate e nemmeno considerate nei vari capitolati di progetto nell’ambito dei rifacimenti di coperture in genere per il bloccaggio dei coppi in laterizio.
Di seguito evidenziamo le diverse tipologie di interventi adottate:
Struttura della copertura tipo A:
- Travatura portante con travi uso Fiume in abete
- 1° strato di copertura: assito in abete spessore 32 mm fissato con viti autobloccanti alle travature
- 2° strato stesura di guaina autoadesiva ardesiata spessore 4 mm
- Doppio pannello isolante in fibra di legno con spessore da 80 mm per un totale di 160 mm
- Bloccaggio panneli isolanti con travetti sovrapposti in abete 80×80 mm fissatti con viti
- Copertura pannelli isolanti con pannelli OSB spessore 20 mm fissati con viti in corrispondenza dei travetti sottostanti
- Sigillatura di tutte le giunzioni dei pannelli in OSB con nastro acrilico puro autoadesivo larghezza 100 mm con resitenza alle tempertaure: -40°C – +80°C
- Posa della membarna traspirante impermeabile con garanzia di 30 anni
- Fissaggio di listelli in metallo zincato rompitratta a metà delle due falde
- Montaggio griglia parapassero in metallo verniciato e griglia di ventilazione colmo in metallo verniciata
- Posa sottocoppo in laterizio del peso di kg 2,2 agganciato su supporto in PP sollevato di 3,5 cm dal piano e coppo di coperta in laterizio da kg 2,8 bloccato con gancio in acciaio – Norma UNI 9460:2008 – direttiva europea 89/106/CEE
- Bandella in acciaio preverniciato posizionata su entrambi i lati del colmo e fissata con rivetti in rame alla griglia di colmo a sostegno dei coppi di copertura agganciati tra loro
- Tutte le teste delle viti di fissaggio griglia parapassero e di ventilazione sono state protette con silicone, ed anche tutte le fessure di appoggio del grigliato parapassero e griglia di colmo
Struttura della copertura tipo B:
- In alternativa all’assitto in abete si sono utilizzati tavelloni in laterizio dimensioni: 800x250xh60mm
- Stesura della caldana spessore 40-50 mm con inserimento nel getto di una rete elettrosaldata in acciaio zincato con maglie da 10×10 cm e diamtero del filo da 3 mm.
- Dopo indurimento del massetto stesura di guaina ardesiata autoadesiva (per evitare che nel tempo eventuali infiltrazioni di acqua meteorica in caso di rottura di qualche coppo) e a seguire medesimo procedura e utilizzo di materiali richiamati al punto A)
Struttura della copertura tipo C:
- In alternativa all’assito in legno di abete e tavelloni in lateriazio dell spessore di 60 mm si è utilizzata una tavella in laterizio dimensioni: 500x250xh30mm
- A seguire sono state utilizzate le medesime prodìcedure di utilizzo materili e modalità applicativa richiamati ai punti A e B.
Rilevamento temperature: 3.07.25
Zona: semicollinare
Inclinazione falde: circa 35%
Termometro utilizzato: infrarossi con puntometro a doppio laser
Tolleranza valori misurazioni: da -50°C a 20°C +- 1,3°C – da 20°C a 650°C +-0,5°C
Le tabelle di seguito riportate evidenziano i dati rilevati in diverse ore della giornata:
| Falda nord | Falda sud | Falda nord | Falda sud | |
| condizioni climatiche | sereno con vento debole ad intermittenza temperatura esterna: 36°C | sereno con vento debole ad intermittenza temperatura esterna: 36°C | sereno senza vento – temperatura esterna: 34°C | sereno senza vento – temperatura esterna: 34°C |
| ora rilevamento temperature | 12:00 | 12:15 | 16:00 | 16:10 |
| Temperatura coppo di coperta | 60,2 – 60,5 | 59,8 – 60,1 | 57,1 – 57,7°C | 56,9 – 57,1°C |
| Sotto falda tipo A | 29,1 – 29,3 | 29,3 – 29,4°C | 20,3 – 20,6°C | 20,5 – 20,7°C |
| Sotto falda tipo B | 29,2 – 29,4°C | 29,4 – 29,7°C | 20,1 – 20,3°C | 20,2 – 20,4°C |
| Sotto falda tipo C | 32,1 – 32,4°C | 32,3 – 32,7°C | 26,6 – 27°C | no copertura |
Non vi sono differenzedi temperatura degne di nota tra i tipi di falde A – B mentre la fada tipo C avendo una tavella in laterizio di spessore da 30 mm il delta si è ridotto
| Falda nord | Falda sud | Falda nord | Falda sud | |
| ore rilevamento | 12:00 | 12:15 | 16:00 | 16:10 |
| Falda tipo A – riduzione temperatura sovracoppo | -31,1°C (-51,53%) | -30,6°C (-49,96%) | -36,95°C (-64,37%) | -36,4°C (-63,86%) |
| Falda tipo B – riduzione temperatura sovracoppo | -31°C (-51,37%) | -30,4°C (-49,29%) | -37,2°C (-64,81%) | -36,7°C (-64,39%) |
| Falda tipo C – riduzione temperatura sovracoppo | -28,1°C (-46,56%) | -27,45°C (-45,79%) | -30,6°C (-53,31%) | no copertura |

Foto dell’intervento terminato di ripristino copertura
Di seguito le tabelle con i calcoli termoigrometrici sviluppati utilizzando i diversi spessori di pannelli isolanti in fibra di legno con dicersi spessori ed in alternativa in sughero:
Il Decreto legge n.162 del 26 giugno 2015 – supplemento ordinario n. 39 della Gazzettua Ufficiale definisce i diversi parametri di efficientamento energetico per edifici nuovi e quelli esistenti in fase di ristrutturazione.
Perchè è stato utilizzato come isolante il pannello in fibra di legno?
Di seguito la tabella aggiornata con i vari tipi di isolanti per tetti integrando tutte le caratteristiche principali.

Indicazioni dettagliate per lo smaltimento e la normativa specifica in Italia per i vari tipi di pannelli isolanti e pellicole riflettenti, suddivisi per categoria di materiale e tipologia di rifiuto:
- Materiali Plastici Espansi e Polimerici (EPS, XPS, PUR, PIR, Aerogel, Pellicole Riflettenti)
Classificazione rifiuto:
Rifiuti speciali non pericolosi (categoria RCD – Rifiuti da Costruzione e Demolizione)
Normativa di riferimento: D.Lgs. 152/2006 (Norme ambientali e gestione rifiuti) – Decreto End of Waste (EoW) per materiali polimerici e riciclo
Smaltimento:
- Devono essere conferiti in centri di raccolta autorizzati o impianti di riciclo specifici per polimeri espansi
- Il riciclo è possibile ma non sempre diffuso localmente; l’alternativa è il conferimento in discariche autorizzate per rifiuti speciali
- È vietato smaltire nei rifiuti urbani comuni o incenerire senza autorizzazione
Raccomandazioni:
- Verificare la presenza di certificazioni ambientali e richieste locali per il conferimento.
- Prediligere centri di raccolta che favoriscano il riciclo per ridurre l’impatto ambientale.
- Materiali Minerali (Lana di Roccia, Lana di Vetro)
Classificazione rifiuto: generalmente rifiuti speciali inerti o assimilati a inerti
Normativa di riferimento: D.Lgs. 152/2006 e linee guida Regione Veneto per la gestione dei rifiuti inerti – allegato A – DCR n. 30 del 29 APR. 2015
Smaltimento:
- Possono essere conferiti in discariche per rifiuti inerti, con alcune limitazioni relative a contaminazioni o trattamenti
- Non sono riciclabili come isolanti, ma possono essere riutilizzati in ambiti di riempimento o recupero edilizio se conformi
Raccomandazioni:
- Evitare contaminazioni con materiali pericolosi o plastici
- Informarsi sulle procedure regionali specifiche per lo smaltimento.
- Materiali Naturali Biodegradabili (Fibra di Legno, Sughero, Fibra di Canapa, Fibra di Cellulosa)
Classificazione rifiuto: rifiuti speciali biodegradabili ma con alcune peculiarità
Normativa di riferimento: D.Lgs. 152/2006 con particolare attenzione a gestione rifiuti organici e biodegradabili.
Smaltimento:
- Possono essere smaltiti in impianti di compostaggio industriale o in discariche specifiche.
- In alcuni casi sono ammissibili nei rifiuti urbani solo se in piccole quantità e senza contaminazioni.
- Il recupero attraverso impianti di compostaggio è auspicabile per ridurne l’impatto.
Raccomandazioni:
- Separare accuratamente da materiali non biodegradabili.
- Verificare con il gestore locale rifiuti la modalità di smaltimento più adatta.
- Pellicole Termoriflettenti (Alluminio/Film Compositi)
Classificazione rifiuto: rifiuti speciali compositi (alluminio + plastica).
Normativa di riferimento: D.Lgs. 152/2006 e normative specifiche per rifiuti compositi e metallici.
Smaltimento:
- Non possono essere smaltite nei rifiuti urbani comuni.
- Devono essere raccolte separatamente e conferite in centri autorizzati che abbiano processi di smaltimento o riciclo per materiale composito.
- Possono richiedere trattamenti speciali per separare le componenti metalliche e plastiche.
Raccomandazioni:
- Evitare di contaminare pellicole con altri materiali.
Informarsi presso i centri di raccolta locali o gestori ambientali specializzati
sz.25.08.25