La regolamentazione del codice ATECO in Italia è di competenza principalmente dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), che sviluppa e aggiorna la classificazione delle attività economiche secondo standard europei (NACE) e internazionali (ISIC).
L’ISTAT coordina il processo di revisione e definizione dei codici, con il coinvolgimento di altri enti istituzionali come ministeri, Agenzia delle Entrate, Camere di Commercio, enti previdenziali e associazioni imprenditoriali.
Attribuzione e gestione del codice ATECO:
In fase di apertura o modifica di un’attività, il codice ATECO viene scelto dall’imprenditore o professionista in base all’attività che intende svolgere e comunicato all’Agenzia delle Entrate e alla Camera di Commercio tramite autocertificazione.
Le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono gli organi amministrativi che assegnano e registrano i codici ATECO alle imprese e ai lavoratori autonomi, sia in fase di iscrizione che di variazione dell’attività.
Per le imprese plurilocalizzate, l’assegnazione dei codici alle singole sedi può avvenire tramite analisi centralizzata delle informazioni dichiarate.
Finalità e aggiornamenti:
La classificazione ATECO ha finalità principalmente statistiche, ma è utilizzata anche per scopi amministrativi, fiscali, previdenziali e per l’accesso a incentivi e bandi pubblici.
La revisione della classificazione avviene mediamente ogni 10-15 anni, in linea con gli aggiornamenti europei (NACE) e internazionali (ISIC).
Significato e obbligo del Codice Ateco
Il codice ATECO è una classificazione alfanumerica utilizzata per identificare in modo standardizzato la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un lavoratore autonomo.
Serve principalmente per aprire una nuova partita IVA e al momento dell’avvio di un’attività, è obbligatorio comunicare all’Agenzia delle Entrate il codice ATECO corrispondente, così da classificare correttamente l’attività ai fini fiscali, contributivi e statistici.
Denunciare l’inizio attività al Registro Imprese/REA, assicurando che il codice ATECO sia congruente con l’attività effettivamente svolta.
Comunicare eventuali variazioni: ogni modifica dell’attività deve essere aggiornata con un nuovo codice ATECO presso il fisco.
La struttura del codice ATECO è gerarchica (“ad albero”) e si compone di:
- Sezioni (1 lettera)
- Divisioni (2 cifre)
- Gruppi (3 cifre)
- Classi (4 cifre)
- Categorie (5 cifre)
- Sottocategorie (6 cifre)
La struttura di classificazione parte dal livello 1, più aggregato e distinto in 22 sezioni, fino a giungere al livello massimo di dettaglio, livello 6, comprendente 1290 sottocategorie.
Questa classificazione permette di descrivere l’attività in modo sempre più dettagliato, dal settore generale fino alla specifica sottocategoria. Fino alla quarta cifra la classificazione è standard europea, mentre categorie e sottocategorie possono variare a livello nazionale per adattarsi alle specificità dei singoli Paesi.
Ateco 2025 – nuova classificazione ISTAT delle attività economiche
ATECO 2025 è la nuova classificazione delle attività economiche che sostituisce la precedente versione (ATECO 2007 – aggiornamento 2022) per descrivere in modo più preciso le attività di imprese e professionisti, tenendo conto dei cambiamenti e delle innovazioni nell’economia e nella società.
L’aggiornamento si allinea anche alla nuova nomenclatura europea NACE per garantire uniformità tra i Paesi UE.
Principali punti operativi:
- Dal 1° aprile 2025, tutte le nuove attività devono adottare direttamente i codici ATECO 2025.
- Le imprese già esistenti sono state riclassificate automaticamente: nella visura camerale, per un periodo transitorio, sono riportati sia il nuovo codice ATECO 2025 sia quello precedente.
- Se il codice assegnato non rappresenta correttamente l’attività svolta, è possibile modificarlo gratuitamente tramite il portale dedicato.
- Il Registro delle Imprese e le principali amministrazioni pubbliche hanno già adottato la nuova classificazione, che viene utilizzata per fini amministrativi, fiscali e statistici.
- La nuova classificazione elimina, tra le principali novità, la differenziazione per canale di vendita (negozio fisico, ambulante, e-commerce, ecc.), privilegiando la classificazione per tipo di prodotto.
E’ possibile consultare il sito ISTAT o utilizzare l’app “impresa italia” per ricevere notifiche e scaricare gratuitamente la visura aggiornata.
Come influisce la nuova classificazione ATECO 2025 sulla mia attività ?
La Camera di Commercio ha già assegnato un nuovo codice ATECO alla tua impresa, ma se la tabella ISTAT prevede più codici possibili per la tua attività, puoi modificarlo scegliendo quello più adatto.
Dal 15 aprile 2025, questa rettifica può essere fatta gratuitamente, ma solo una volta, quindi è importante scegliere con attenzione.
Il servizio è disponibile solo per imprese con domicilio digitale registrato e attività dichiarata. L’aggiornamento dei dati sarà visibile sulla Visura del Registro Imprese.
Se vuoi aggiornare anche i codici ATECO nell’Anagrafe Tributaria, dovrai presentare il relativo modello fiscale tramite Comunicazione Unica.
Possono accedere al portale:
- Titolare o Legale Rappresentante, autenticandosi con SPID, CIE o CNS.
- Delegato, che può predisporre la richiesta (sempre con SPID, CIE o CNS), ma la firma digitale finale deve essere apposta dal titolare o legale rappresentante.
La nuova classificazione ATECO 2025 incide in modo diretto sulla tua attività sotto diversi aspetti:
- I nuovi codici sono più specifici e riflettono meglio le realtà emergenti (come intelligenza artificiale, e-commerce, green economy, servizi digitali), accorpando o suddividendo vecchie categorie per una classificazione più precisa.
- Implicazioni fiscali e contributive: Il codice ATECO determina il regime fiscale e contributivo applicabile. Con la nuova classificazione, potrebbero cambiare aliquote IVA, modalità di accesso a regimi agevolati (come il forfettario), contributi INPS e requisiti per incentivi o bandi pubblici.
- Obblighi amministrativi: Dal 1° aprile 2025, la riclassificazione è automatica, ma puoi modificare gratuitamente il codice assegnato se non rappresenta correttamente la tua attività. Dovrai assicurarti che il codice corretto sia riportato nei documenti ufficiali (visura camerale, dichiarazioni fiscali, fatturazione elettronica).
- Transizione e doppia codifica: Per un periodo transitorio, la visura camerale riporterà sia il nuovo sia il vecchio codice ATECO, per facilitare l’adeguamento e ridurre i rischi di errori o incongruenze amministrative.
- Aggiornamento dei sistemi interni: Sarà necessario aggiornare i sistemi informativi e le procedure interne per adeguarsi ai nuovi codici e garantire la conformità alle nuove regole.
- Impatto su bandi e agevolazioni: Il codice ATECO è spesso usato come criterio per l’accesso a finanziamenti, contributi e bandi. Un cambio di codice potrebbe influire sulla possibilità di partecipare a determinate misure di sostegno pubblico.
La nuova classificazione ATECO 2025 richiede alle imprese di:
- Verificare il nuovo codice assegnato
- Valutare se rappresenta correttamente la propria attività
- Aggiornare i dati presso Camera di Commercio e Agenzia delle Entrate se necessario
- Adeguare i sistemi interni e formare il personale sulle novità
Un supporto da parte di un commercialista può essere utile per gestire correttamente la transizione e valutare le conseguenze fiscali e operative specifiche per la tua impresa.
NAVIGATORE ATECO 2025 – Classificazione attività economiche
Tabella dei codici e titoli della classificazione delle attività economiche ATECO 2025:
sz.05.07.25