L’obbligo di digitalizzazione e adozione di sistemi di automazione e controllo (BACS – Building Automation and Control Systems) per edifici non residenziali

La Direttiva EPBD richiede l’obbligo di digitalizzazione e adozione di sistemi di automazione e controllo (BACS – Building Automation and Control Systems)** solo per gli edifici non residenziali con impianti di potenza nominale superiore a 290 kW entro il 2027 e successivamente a 70 kW entro il 2029 per motivi tecnici, economici e di efficienza di implementazione mirata.

** I BACS (Building Automation and Control Systems) sono sistemi tecnologici avanzati utilizzati per automatizzare e controllare vari impianti negli edifici, come riscaldamento, ventilazione, climatizzazione (HVAC), illuminazione e sicurezza. Questi sistemi permettono di monitorare, gestire e ottimizzare il funzionamento degli impianti, contribuendo a ridurre i consumi energetici, migliorare il comfort, la sicurezza e la salute degli occupanti, e rendere l’edificio più efficiente e sostenibile. I BACS includono sensori, controller, attuatori e interfacce uomo-macchina per un controllo intelligente e integrato degli impianti. Inoltre, esistono normative specifiche che regolano l’applicazione e la classificazione dei BACS, con diverse classi di automazione e prestazioni energetiche richieste, soprattutto in edifici di nuova costruzione o ristrutturati.

Motivi principali

  • Impatto energetico significativo
    Gli impianti con potenze elevate (superiori a 290 kW e poi 70 kW) rappresentano una quota rilevante del consumo energetico complessivo negli edifici non residenziali. Concentrarsi su questi consente di ottenere risparmi più immediati e sostanziali, agendo sui consumi maggiori
     
  • Fattibilità tecnica ed economica
    L’installazione di sistemi di automazione e controllo su edifici con impianti di potenza inferiori può risultare meno conveniente o tecnicamente più complessa da giustificare al momento, sia per costi sia per complessità di gestione. La direttiva stabilisce una soglia per bilanciare costi e benefici, evitando oneri eccessivi su impianti piccoli o medi
     
  • Priorità strategica
    La digitalizzazione negli edifici comporta infrastrutture, monitoraggio e manutenzioni più complesse. Intervenire prima sugli edifici con consumi maggiori permette di sviluppare e affinare le tecnologie e le normative, creando un modello utile da estendere poi a impianti più piccoli
  • Gradualità nell’attuazione
    L’approccio graduale consente agli Stati membri e al mercato di adattarsi alle novità tecnologiche e normative, prevenendo sovraccarichi o difficoltà nell’adozione di massa dei sistemi digitali
  • Correlazione con la rete energetica
    Edifici con impianti di potenza elevata hanno un maggiore impatto sulla rete elettrica e termica. La digitalizzazione aiuta a integrare meglio questi edifici con reti intelligenti e sistemi di energia rinnovabile, migliorando la gestione della domanda e dell’offerta energetica

Digitalizzazione non obbligatoria per immobili residenziali:
Per gli edifici residenziali, che in genere hanno impianti di dimensioni inferiori e consumi più distribuiti, la direttiva non prevede allo stato attuale l’obbligo di digitalizzazione basata su soglia di potenza, pur incentivandola nell’ambito delle strategie di efficientamento energetico complessive

Riferimenti normativi e interpretativi:
L’obbligo di sistemi BACS per gli edifici non residenziali con potenza termica superiore a 290 kW è previsto dal recepimento della direttiva già dal 2025-2027

Dal 2029 l’obbligo si estende a impianti di potenza superiore a 70 kW, ampliando la platea degli edifici interessati.

La Commissione Europea ha giustificato queste soglie per concentrarsi su impianti di rilevante impatto e facilitare una transizione tecnologica efficiente e sostenibile.

La scelta di applicare l’obbligo di digitalizzazione solo a edifici non residenziali con impianti di potenza significativi rappresenta un equilibrio fra efficacia energetica, costi di implementazione e tempistiche di adeguamento.

Questo approccio strategico mira a massimizzare i benefici di risparmio energetico e integrare progressivamente la digitalizzazione nell’edilizia europea.

Per adeguare un immobile commerciale, manifatturiero e di servizi alla scadenza del 29 maggio 2026 prevista dalla Direttiva EPBD per edifici non residenziali, è necessario seguire alcune fasi operative fondamentali.

Queste fasi consentono di garantire la conformità normativa e il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento energetico e digitalizzazione richiesti.

1. Valutazione preliminare e analisi energetica

  • Effettuare una diagnosi energetica completa dell’edificio e degli impianti termici e di climatizzazione
  • Verificare la potenza degli impianti per determinare se l’immobile utilizzato rientra nelle soglie di obbligo superiore a 290 kW entro il 2027
  • Analizzare i consumi attuali, identificando inefficienze e aree di intervento prioritario

2. Progettazione dell’adeguamento tecnologico e digitale

  • Definire un piano di interventi per l’installazione o l’aggiornamento di sistemi di Building Automation and Control Systems (BACS), in linea con la normativa EPBD
  • Progettare l’integrazione di sensori, sistemi di controllo, monitoraggio energetico e gestione automatizzata dell’illuminazione, del riscaldamento e raffrescamento
  • Prevedere l’integrazione con sistemi di monitoraggio e diagnostica in grado di fornire dati in tempo reale sull’efficienza

3. Realizzazione degli interventi

  • Procedere con l’installazione/installazione o aggiornamento delle componenti digitali (sensori, attuatori, interfacce, software di gestione)
  • Adeguare o sostituire gli impianti di climatizzazione e riscaldamento se necessario per garantire compatibilità e ottimizzazione energetica
  • Formare il personale tecnico e di gestione per l’utilizzo e la manutenzione dei nuovi sistemi digitali

4. Monitoraggio e verifica della conformità

  • Attivare sistemi di monitoraggio continuativo per verificare i risparmi energetici e il funzionamento corretto dei BACS
  • Redigere la documentazione tecnica e i rapporti richiesti dalla normativa a supporto del rispetto degli obblighi
  • Preparare e trasmettere eventuali report alle autorità competenti secondo le scadenze previste

5. Aggiornamento e mantenimento

  • Programmare attività di manutenzione preventiva e aggiornamenti software per garantire il mantenimento dell’efficienza nel tempo
  • Integrare ulteriori soluzioni di ottimizzazione energetica e sostenibilità in funzione dei progressi tecnologici e normativi

Considerazioni aggiuntive:

È importante avviare tempestivamente queste operazioni per rispettare la scadenza del 29 maggio 2026.
 
La corretta pianificazione e coordinamento tra progettisti, fornitori di tecnologie e gestori dell’edificio è cruciale per un adeguamento efficace.
 
Il recepimento italiano della Direttiva EPBD prevede anche l’elaborazione del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP), che fornisce linee guida e supporto per l’adeguamento.
 
Queste fasi operative rappresentano un percorso strutturato per trasformare l’immobile in un edificio conforme alla direttiva, efficiente nei consumi e dotato di sistemi digitali avanzati per la gestione energetica.
 
Prima della scadenza normativa del 29 maggio 2026 per la Direttiva EPBD, sono normalmente richiesti controlli e verifiche ispettive che mirano ad assicurare la conformità tecnica e normativa degli impianti e degli edifici oggetto di adeguamento.

Questi controlli sono essenziali per garantire la sicurezza, l’efficienza energetica e il corretto funzionamento dei sistemi installati.

Controlli e verifiche ispettive principali richiesti:

  • Verifica di conformità degli impianti energetici e di climatizzazione
  • Controllo dell’efficienza e del corretto funzionamento degli impianti termici e di climatizzazione
  • Verifica dei sistemi di automazione e controllo installati (BACS), inclusi sensori, attuatori e software di gestione

Ispezione e certificazione degli impianti elettrici:

  • Verifica dello stato di sicurezza elettrica, continuità degli impianti, corretta messa a terra e protezione da scariche
  • Controlli secondo normativa DPR 462/01 per la prevenzione di rischi elettrici

Prove di monitoraggio e reporting energetico:

  • Revisione dei dati raccolti dai sistemi di monitoraggio per valutarne la correttezza e la completezza
  • Controllo della capacità del sistema digitale di segnalare anomalie e supportare ottimizzazioni

Audit energetico finale:

  • Valutazione complessiva dei consumi post-adeguamento rispetto alla situazione iniziale
  • Verifica del rispetto degli obiettivi di risparmio e di efficientamento energetico imposti dalla Direttiva

Verifica documentale e presenza di certificazioni:

  • Controllo che tutta la documentazione tecnica, certificati di conformità, manuali di uso e manutenzione siano completi e aggiornati
  • Verifica della conformità ai regolamenti vigenti e predisposizione dei rapporti da inviare agli enti competenti

Controlli di sicurezza:

  • Ispezioni per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli utenti degli edifici, in accordo con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Verifica di apparecchiature di protezione e dispositivi di emergenza

Iter organizzativo:

  • Le ispezioni sono generalmente programmate e svolte da organismi accreditati o enti pubblici competenti
  • Normalmente sono precedute da comunicazioni ufficiali agli interessati
  • Al termine viene redatto un verbale di ispezione, che può includere prescrizioni per eventuali correzioni o interventi

Importanza della verifica ispettiva

Le verifiche ispettive consentono di:

  • Prevenire malfunzionamenti e inefficienze
  • Ridurre rischi di incidenti o non conformità
  • Garantire la sostenibilità e il risparmio energetico sul lungo periodo
  • Ottenere e mantenere certificazioni e autorizzazioni necessarie

Prima della scadenza EPBD, l’unità immobiliare, non residenziale, dovrà essere sottoposta a verifiche tecniche, funzionali, documentali e di sicurezza per garantire la piena conformità agli obblighi di digitalizzazione e di efficientamento.

Se non si superano le verifiche ispettive relative all’adeguamento dei sistemi energetici, di digitalizzazione e sicurezza negli edifici e uffici, si rischiano sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, anche sanzioni penali.

Sanzioni principali previste

Sanzioni amministrative pecuniarie:

  • Multe che possono andare da qualche centinaio fino a diverse migliaia di euro (es. da circa 500 fino anche a 6000 euro o più a seconda della gravità e tipo di violazione)
  • Nei casi di inosservanza a prescrizioni ispettive, il trasgressore può ricevere diffide formali con ordini di sanare la non conformità entro un termine stabilito. In difetto, la sanzione può aumentare

Sospensione dell’attività:

  • In casi di gravi e reiterate violazioni delle norme di sicurezza o dell’efficienza energetica può essere disposta la sospensione temporanea dell’attività lavorativa o dell’uso degli impianti

Sanzioni penali:

  • Nei casi più gravi, come mancata sicurezza che può causare infortuni o danni, è previsto l’arresto da mesi a un anno (es. da 2 a 6 mesi o più)
  • La normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) prevede sanzioni penali per omissioni gravi relative a valutazioni dei rischi, gestione e manutenzione degli impianti

Obblighi di adeguamento forzoso:

  • L’ente ispettivo può ordinare l’adeguamento obbligatorio entro termini certi
  • In caso di mancato adeguamento si possono applicare ulteriori sanzioni e procedimenti legali

Conseguenze aggiuntive:

  • Il mancato superamento delle verifiche può comportare difficoltà nell’ottenere o rinnovare certificazioni energetiche e autorizzazioni
  • Rischio di responsabilità legale per il titolare o i responsabili tecnici dell’edificio in caso di problemi conseguenti a mancata conformità
  • Indebolimento della reputazione aziendale e possibili danni economici per inefficienze o fermo dell’attività

RACCOMANDAZIONI

Per evitare sanzioni, è fondamentale:

  • Effettuare tutti i controlli e interventi preventivi con largo anticipo
  • Mantenere la documentazione aggiornata e pronta da esibire
  • Rispondere tempestivamente a eventuali prescrizioni degli enti ispettivi
  • Le sanzioni in caso di mancato superamento delle verifiche ispettive possono comprendere ammende rilevanti, sospensione delle attività e in casi gravi anche arresti, pertanto è indispensabile assicurare la piena conformità alle normative vigenti


 Un impianto elettrico con potenza intorno ai 70 kW è tipicamente presente in aziende di piccole o medie dimensioni che hanno fabbisogni energetici significativi, ma che non rientrano ancora nel campo delle grandi industrie.

Alcuni esempi di tipologie di aziende o attività che potrebbero avere impianti con potenze di circa 70 kW:

  • Piccole e medie imprese (PMI) nei settori produttivi, artigianali o industriali con macchinari e sistemi automatizzati
  • Uffici di grandi dimensioni o complessi direzionali con numerose postazioni di lavoro, sistemi di climatizzazione, illuminazione e apparecchiature IT
  • Attività commerciali di medie dimensioni come supermercati, negozi di grandi superfici e centri commerciali di ridotte dimensioni
  • Stabilimenti artigianali con utilizzo di macchinari elettrici e utenze complesse
  • Impianti di ristorazione o alberghieri di dimensioni superiori alla media, che necessitano di potenze elevate per cucine professionali, impianti di climatizzazione, ascensori, ecc.
  • Aziende o attività con elevato uso di apparecchiature elettriche, sistemi di illuminazione e riscaldamento, ma non di grandi dimensioni industriali

Secondo la normativa italiana, per impianti con potenza impegnata superiore a 6 kW è già obbligatorio il progetto dell’impianto elettrico a firma di professionista abilitato, e impianti da 70 kW rientrano ampiamente in questa categoria.

Questi impianti possono coprire superfici da qualche centinaia fino a qualche migliaio di metri quadrati, a seconda del tipo di attività.

L’impianto elettrico con potenza di circa 290 kW è tipico di aziende di dimensioni medio-grandi o stabilimenti industriali con consumi elevati e necessità di alimentazione complessa.

Tipologie di aziende o strutture che possono avere impianti di questa potenza includono:

  • Medie e grandi imprese industriali, come aziende manifatturiere, stabilimenti di produzione e fabbriche con linee di produzione automatizzate
  • Grandi edifici commerciali e centri commerciali con importanti carichi per illuminazione, climatizzazione, ascensori, sistemi di sicurezza e altre utenze
  • Centri logistici e magazzini, che utilizzano macchinari, sistemi di movimentazione materiali e condizionamenti di grandi spazi
  • Strutture sanitarie di medie dimensioni (ospedali, cliniche) con elevate esigenze elettriche per apparecchiature mediche, HVAC e servizi
  • Edifici direzionali di grandi dimensioni o campus aziendali con impianti centralizzati di riscaldamento, raffrescamento e illuminazione
  • Stabilimenti artigianali di grandi dimensioni che utilizzano impianti elettrici industriali complessi

Caratteristiche degli impianti da 290 kW:

  • Richiedono progettazione approfondita e certificazione
  • Spesso includono cabine di trasformazione e quadri elettrici complessi
  • Devono rispettare normative stringenti di sicurezza, efficienza e gestione energetica
  • Possono integrare sistemi di Building Automation (BACS) per la gestione intelligente dei consumi

Un impianto da 290 kW è presente in aziende o strutture con consumi energetici elevati, tipicamente nel settore industriale, commerciale o servizi su larga scala.

I settori industriali che tipicamente richiedono impianti elettrici con potenze dell’ordine di 290 kW sono quelli che hanno elevate esigenze energetiche per processi produttivi intensivi, utilizzo di macchinari e apparecchiature complesse.

Esempi di settori includono:

  • Industria manifatturiera e meccanica, con produzione di componenti, lavorazioni metalliche, assemblaggi e utilizzo di macchine utensili
  • Produzione di materiali, come il settore ceramico, cartario, tessile, chimico, e plastico che richiedono energia per impianti di trasformazione e lavorazione
  • Industria alimentare e delle bevande, per processi di produzione, confezionamento, refrigerazione e movimentazione
  • Stabilimenti di lavorazione metallica e fonderie, dove sono impiegate attrezzature con elevato assorbimento elettrico
  • Industrie di logistica e magazzinaggio, con impianti di movimentazione automatizzati, sistemi di refrigerazione e grandi impianti di illuminazione
  • Impianti di trattamento acque e depurazione, che utilizzano pompe e sistemi elettrici di controllo
  • Servizi alberghieri e strutture sanitarie di grandi dimensioni, dove potenze elevate sono necessarie per climatizzazione, impianti tecnologici e speciali

In generale, impianti di questa potenza sono tipici di aziende medio-grandi con processi industriali continuativi o complessi, che richiedono sistemi di energia integrati e gestione efficiente.

sz.30.08.25

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